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L’area originaria del Mandorlo è ancora incerta, secondo alcuni collocabile in qualche Paese del Mediterraneo, per altri, nella regione compresa dal Marocco al Caucaso. Probabilmente, ha avuto origine nell’Asia Centrale ed è stata diffusa in Grecia nel V secolo a.C., mentre in Italia pare sia giunta solo in epoca imperiale. Già nel 1000 a.C., i Frigi dell’Asia Minore avevano intensificato la coltivazione del mandorlo, che ritenevano il sacro albero della vita. Per i Greci, era simbolo di fertilità.

Il mandorlo è un albero a foglie caduche, molto ramificato e può raggiungere altezze sino a 10 m. La sua corteccia è di colore grigio-bruno ed è profondamente fessurata longitudinalmente.

Le foglie sono alterne, di forma oblungo-lanceolata, con apice acuminato, il margine è seghettato e spesso i denti terminano con una piccola ghiandola; la pagina superiore è verde-lucido, quella inferiore è opaca e più chiara. I fiori sbocciano prima della comparsa delle foglie, già alla fine dell’inverno nell’area mediterranea più mite. La corolla è composta da cinque petali ovali ristretti a cuneo alla base, di colore bianco o rosa chiarissimo.

Il frutto è una drupa rivestita da un guscio verde peloso (esocarpo) che, a maturità, si secca e si stacca lasciando libero il nocciolo (endocarpo); quest’ultimo è legnoso, di forma oblunga ed ha la superficie forata o attraversata da solchi, contiene uno o due semi (le mandorle), che possono essere dolci o amari, a seconda della varietà.

 

Le proprietà dei semi sono ben note: emollienti, antinfiammatori e rinfrescanti, grazie all’elevato contenuto di principi attivi quali proteine, grassi, zuccheri, sali minerali, vitamine, che conferiscono virtù energetiche e dietetiche.

I semi delle varietà amare, contengono acido cianidrico, perciò vanno impiegati in moderate quantità, soprattutto nei dolci preparati in casa.

L’olio che se ne ricava, viene utilizzato dall’industria cosmetica e farmaceutica per il suo potere rinfrescante, emolliente e lassativo.

    


  

Varietà di Mandorlo coltivate in Azienda

 

“Vuttali”  

Varietà tradizionale, rinvenuta nella zona di Ceglie messapico in provincia di Brindisi.

Il frutto presenta guscio semiduro e mandorla singola e dolce. La raccolta avviene nella seconda-terza decade di agosto.

        

“Cegliese”

Varietà tradizionale molto coltivata in provincia di Brindisi soprattutto nell’area di Ostuni.

Il frutto presenta guscio semiduro e mandorla singola e dolce.

La raccolta avviene nella seconda decade di agosto.

       

“Rivezzo”

Varietà tradizionale rinvenuta nella zona di San Michele (Br).

Il frutto presenta guscio duro, contenente spesso due mandorle.

La raccolta avviene nella seconda decade di agosto.

  

Le varietà sopra descritte (Cegliese, Rivezzo, Vuttali) sono entità ormai completamente assenti dal mercato vivaistico regionale; quelle che seguono, invece, godono ancora di una certa diffusione ma sono sempre più sostituite dalle nuove introduzione di provenienza californiana.
   

   

Mandorlo “Filippo Ceo”
Varietà tradizionale pugliese, originaria della zona di Grumo e diffusa sin dal 1920 in tutta la regione. I frutti rotondeggianti, presentano guscio duro e, spesso, numero doppio di semi.
E’ una varietà interessante per la sua fioritura tardiva (utile alle api), la resistenza ai freddi e la buona produttività.

         

 

Mandorlo “Tuono”
Varietà tradizionale pugliese, originaria della zona di Trinitapoli; le prim,e coltivazioni risalgono alla prima metà dell’ottocento ed è, ormai da tempo, diffusa in tutta la Puglia.
I frutti portano un guscio semiduro con mandorla grande e appuntita; la resa in prodotto sgusciato è alta e anche la produttività per ettaro. La fioritura è tardiva e per questo sfugge ai freddi più intensi.

         

 

Mandorlo “Genco”
Varietà tradizionale pugliese, originaria della zona di Conversano. Originatasi all’inizio del secolo si è poi largamente diffusa in tutta la regione.
Il frutto, ovale, produce una mandorla grande e compressa; solo in pochi casi presenta semi doppi.
L’epoca di fioritura è tardiva e buona la produttività.

   


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Testi e foto a cura di Francesco Minonne



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