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Famiglia: Rosaceae
Genere e specie: Pyrus communis
L.
Nome comune: Pero comune
Nomi dialettali locali: Piru
Il pero è un albero che può raggiungere
12-15 m di altezza; la chioma da conica nel periodo giovanile diventa globosa
nell’età adulta.
Il suo legno è molto duro,
compatto e viene utilizzato in ebanisteria, ha rami non spinescenti e le
foglie hanno lamina ovata o ellittica a margine dentato.
I fiori sono riuniti in
infiorescenze a corimbo, petali bianchi subrotondi.
Il frutto del pero è versatile
quanto la mela.
Le pere sono, infatti, consumate
al naturale, cotte, essiccate, sciroppate o come gelatina. Possono essere
trasformate in composta, succo e acquavite. Si utilizzano per macedonie e
torte nonché per accostamenti particolari come quelli con il cioccolato e il
formaggio.
Il maggior consumo è, comunque,
quello fresco e le principali trasformazioni industriali sono quelle relative
a polpe, succhi, distillati, pere sciroppate.
Oltre ad un alto contenuto
zuccherino e di fibre le pere sono ricche in Calcio, Vitamina A e Vitamina C.
Varietà tradizionali di Pero presenti in Azienda
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Pero “Petrucina”
Sinonimi: Pedicina, Pera di
San Pietro
Anticamente molto diffusa,
oggi sempre più relegata ad esemplari isolati in vecchi giardini della
cinta della città di Lecce.
L’albero produce piccole pere
dalla polpa bianca e granulosa. Il sapore del frutto è ottimo ma la sua
piccola pezzatura e la tendenza all’ammezzimento ne hanno determinato
l’abbandono. Il periodo di maturazione è intorno alla prima decade di
luglio. |
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Pero “Rosso”
Sinonimi: “Faccia rossa”
L’albero produce piccole pere
dalla polpa bianco crema, granulosa con spiccata tendenza all’ammezzimento.
Può essere quindi utilizzato con successo per la preparazione di
marmellate e confetture. |
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Pero “Franchiddhese”
Diffusa soprattutto nell’area
della provincia di Latiano, San Vito, Francavilla Fontana da cui prende il
nome.
Le pere hanno polpa bianco
crema, granulosa e scarsa tendenza all’ammezzimento.
La produzione è abbondante
anche in terreni aridi; particolarmente adatta quindi per aree agricole
marginali. |
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Pero “San Giovanni”
Varietà tradizionale, precoce,
diffusa un pò in tutto il territorio salentino. La polpa ha una spiccata
tendenza all’imbrunimento (ammezzimento). La maturazione avviene nella
seconda decade di giugno. |
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Pero “Zammarrino”
E’ una interessante varietà,
molto produttiva, diffusa nell’area di Latiano (Br). I frutti, subrotondi,
hanno polpa croccante che non imbrunisce a maturità. La maturazione
avviene nella prima decade di agosto. |
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Pero “Campanello”
Varietà di origine sconosciuta, diffusa negli anni passati nel
circondario di Lecce, ma forse anche in altri territori della provincia
con altro nome.
I frutti, a forma di campana, piuttosto sferica verso il calice e conica
verso il peduncolo che è lungo 3-4 cm. Il peso medio di un frutto è di
circa 25 g.
La maturazione avviene a
cavalo dei mesi di giugno e luglio.
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Pero “Spina”
Sinonimo “Spino”
Pero da rami spinescenti che ricordano il pero selvatico (Pyrus pyraster).
I frutti quasi sferici con peduncolo di 4-5 cm hanno la buccia
giallo-rossastra nella parte esposta al sole e ricchissima di lenticelle
grigio-verdastre.
Il peso di un singolo frutto è
di 35-40 g e la maturazione avviene nella prima quindicina di luglio.
Un tempo diffuso soprattutto
nell’area tarantina del Salento.
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Pero “Ciucciu”
Pero a maturazione tardiva (dalla prima decade di settembre). Il
frutto ha forma è contraddistinto da un solco longitudinale che lo divide
in due metà. La parte vicino al calice è subsferica mentre diventa conica
e irregolare verso il peduncolo che è corto e tozzo. La polpa è bianca e
dura, croccante che non ammezzisce facilmente.
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Pero “Cazzatello”
Piccolo albero e piccoli frutti (20-25 g) che maturano alla fine di
luglio. La forma sferica ma schiacciata ai poli crea pochi equivoci di
identificazione. Un tempo diffuso in quasi tutto il Salento, oggi quasi
scomparso, anche dai frutteti familiari. La polpa è piuttosto granulosa e
croccante e non ammezzisce ma si ossida velocemente.
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Pero “Cannella”
Probabilmente originaria della fascia jonica tarantina dove è anche
conosciuta come pero “Zucchero e Cannella” per la forte connotazione
aromatica della polpa.
I frutti sono piriformi con
buccia rosso-giallastra a maturità. Di facile ammezzimento era molto
utilizzata per la preparazione delle marmellate.
La maturazione avviene in
tutto il mese di luglio.
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Pero “Carmosina”
Varietà tradizionale di più ampia diffusione, presente anche in
Campania, ma pur sempre in netto declino rispetto alle varietà più
conosciute dal mercato ortofrutticolo. Nel Salento ha trovato maggiore
diffusione nell’arco tarantino ed in forma sporadica nella provincia di
Brindisi e Lecce.
Ritenuta ottima cultivar da tavola se ne consigliava una maggiore
diffusione negli anni settanta. I frutti hanno pezzatura media e pesano
mediamente 50-60 g; piriformi, hanno una buccia di colore giallo-rossastra.
La maturazione avviene dalla prima alla seconda decade di luglio.
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Pero “Peruddhu”
Detto anche “Pero piccolo”, è una varietà di modesta vigoria e
produttività; le pere prodotte sono così piccole da somigliare ai frutti
del pero selvatico comune nel Salento (Pyrus amigdaliformis).
Il sapore leggermente aspro e acidulo, unitamente alla piccolezza dei
frutti ne hanno fatto una varietà di scarso successo anche nell’ambito
delle cultivar tradizionali. La maturazione dei frutti avviene tra la
prima e la seconda decade di agosto.
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Pero “Melo”
Si tratta di una varietà tradizionale così chiamata per l’aspetto
maliforme dei frutti di circa 30-40 g di peso. Il colore dei della buccia
e verde-giallastra, rossastra nella parte esposta al sole. La polpa è
bianca, semifine e leggermente aromatica e un po’ acidula.
E’ una pianta dalla buona produttività con piena maturazione nella
seconda-terza decade di luglio.
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Pero “Coscia”
Varietà ben conosciuta, ancora molto diffusa e apprezzata per la
succosità e dolcezza dei frutti il cui peso varia da 100 e 180 g. Il
colore dell buccia è verde chiaro-giallastro, mentre la polpa è bianca. Il
periodo di maturazione è nella terza decade di luglio.
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Pero “Minicubellu”
Varietà diffusa nell’area salentina a sud di Maglie, un tempo molto
comune anche nei giardini urbani e periurbani. Colorazione della buccia
verde, più scura nella zona esposta al sole. Buona per il consumo fresco
perché subisce molto lentamente il processo di ammezzimento. Il periodo di
maturazione è tra la seconda e terza decade di luglio.
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Patrocinio scientifico
Orto Botanico
dell’Università del Salento
Testi e foto a cura di Francesco
Minonne
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Pescoluse" -
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